Combattimenti e il proprio Io

Si ha preso la decisione di seguire Cristo nel deserto, si ha seguito la sua chiamata di lasciare tutto e tutti e diseguire Lui, Sposo dell'anima? Tutti che aspirano una vita da Anacoreta o Eremita, o che si sono appena ritirati nel deserto, sappiano che anche nel deserto aspettano tentazioni. In un ordine religioso vivendo in comunità, si riceve un aiuto tramite la comunità, l'abate, un padre superiore o una madre superiore. Se si ha seguito Cristo più radicalmente, andando nella solitudine che è il deserto, si è soli, sapendo però di non essere soli ma con Cristo. Nel deserto arrivano momenti di lotta contro il demonio. Il Demonio tenta di tutto con tutti i trucchi possibili, di allontanare un´anima dalla contemplazione e preghiera. Arrivano momenti di aridità e di battaglia spirituale. Ma non è una battaglia che rende infelici, se si combatte con Cristo e per Cristo e si fa la Sua volontà, anzi, aumenta la felicità del cuore perché si si sa che si è con Lui, il Re dei re e che si fa la sua divina volontà. 

Dio prepara le sue anime prima di farle fare questo passo radicale di seguirlo nel deserto dove Cristo fu tentato, ma anche dove Cristo lo sposo, trova e abbraccia la sua sposa; la nostra anima!

Ci serve molto coraggio, amore e nostalgia del cuore, per fare questo passo a lasciare tutto e andare a vivere nel deserto. È Gesù Cristo che chiama la sua Sposa nel suo stretto e tenero abbraccio, ad una vita sola con lui. È lui che sta vicino alla sua amata sposa ed è un Dio geloso, che non vuole dividerla con nessuno. 

 

In questo deserto e solitudine ci si incontra non solo Cristo ma anche se stessi!

Ci si diventa sempre più consapevoli di non poter fuggire lo sguardo di Dio,

e di dovere essere pronti alla battaglia contro se stessi: contro l´IO che è un grande nemico.

Nella lotta, nei combattimenti contro l´Io, contro l´amor proprio, mai scoraggiarsi. Se ci si sente deboli, come dice San´t Paolo, è li che si è forti: "Quando sono debole è allora che sono forte!" 2 Cor 12, 9-10. Nel deserto un peccato e una debolezza si possono mostrare come un gigante, ci si accorge di lottare contro dei giganti e si comprende, di essere grandi peccatori. Riconoscere se stessi avviene per Grazia di Dio. Ogni peccato è un gigante, e solo che la società d´oggi, ha difficolta dI riconoscerlo. Nel nostro tempo si ha perso sempre più il senso del peccato, che è per sua natura direttamente proprozionale al senso di Dio. Quanto più l' uomo si incontra a "tu per tu" con il Signore, tanto più scopre e conosce i suoi peccati, sentendosi indegno di stare al cospetto di Dio.

Quello che conta è di non dubitare dell´amore misericordioso di Dio che è pronto a perdonarci. Nel deserto, nella solitudine di un eremo, di una cella, si viene sempre di più a conoscere la vita, Cristo, se stessi e con ciò anche gli uomini e il tempo. Fuori dal mondo, lontani da distrazioni e rumori, si può sperimentare una purificazione della mente e del Cuore. Nel deserto si possono strappare al nemico anime, tante anime, tramite la preghiera, penitenza, e perseveranza. Ogni lotta contro se stessi, contro il proprio "Io", contro le tentazioni, rendono liberi, se lo si sopporta con amore.

 

 

La tentazione appare frequentemente sotto diverse forme

 

Nel mondo esistono tentazioni, e grazie a Dio si è lontani da queste tentazioni, ma anche nel deserto, anche nella solitudine, esistono tentazioni. Le tentazioni nel deserto non sono noti a molti, pochi li conoscono. È una strada non comoda, ma stretta e in salita su una montagna tutta sassosa. Se ci si volta indietro, si corre il rischio di cascare... mentre si sa che il fine, se si persevera, se si va avanti senza voltarsi, è il Regno dei Cieli, l´Abbraccio del nostro caro Abba, il volto di Cristo, l´ eterna gioia.

"Il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono." Matteo 11,12

Talora viene definita come una “santa violenza”. Si dice che questa violenza ha un valore simbolico, come nel caso della Spada (simbolo della fede). Il cristiano deve ingaggiare una lotta contro il male, sfidandolo apertamente e subendone anche la violenza aggressiva, così da erigere il regno di Dio sulle sue rovine. E quali tentazioni esistono se si vive da soli nel deserto? Diversi. Ogni anima nel deserto sente gioia nel cuore ma incontra anche attacchi e tentazioni individuali. I scritti dei grandi mistici, come dei primi Monaci, i detti dei Padri del deserto, ci mostrano un cammino con lotte diverse. L´ eremita, l´anacoreta e il recluso trova in loro una guida e un aiuto. Scegliamoci questi santi padri come compagni e guida, e chiediamo a Dio la grazia che ci mandi come lo mandò a San Antonio, un Angelo come maestro che ci insegna e istruisce. Vegliamo e preghiamo sempre. Non dimentichiamo però che ogni lotta e combattimento spirituale, ogni dolore e sacrificio se lo uniamo al sacrificio di Cristo sulla croce e sull´altare della santa messa, e lo offriamo a Dio, glorifica Dio, e salva anime.

 

 In questo sito trova gli insegnamenti dei Padri del deserto, la loro vita e le loro lotte! 

>San´t Isacco di Ninive ne parla, e anche Padre Lazarus che è un Anacoreta solitario d´Egitto!  

 

Sia lodato Gesù Cristo!

 

 

 

 

 

Un libro prezioso per la vita contemplativa

San´t Giovanni della Croce < Link

Perché si lascino condurre da Dio