Una Regola

San Benedetto è stato proclamato patrono d’Europa nel 1964 e la data dell’11 luglio commemora la ricognizione delle sue reliquie, avvenuta il 9, 10 e 11 luglio 1881. Chi siamo? Consacrati che desiderano servire la Chiesa, le anime, la propria diocesi, con questa forma di vita. Abbiamo lasciato il mondo e dopo tempo di formazione ci siamo ritirati nel deserto per servire Dio da vicino. Sulla Regola di San Benedetto si possono fondare diverse comunità, sia di vita cenobitica e sia di vita eremitica, è anche adatta alla vita solitaria. Qui riprendiamo la santa Regola, adatandola alla vita eremitica ed anacoretica.

Sia lodato Gesù Cristo!

 

ESSERE IL SALE DELLA TERRA

E LUCE DEL MONDO

 

La Regola di San Benedetto si divide in stagioni, qui vi riportiamo la Regola per il tempo dal´14.Settembre fino a Quaresima. Per ulteriori informazioni andate su REGULA BENEDICTI.

Dio sia benedetto.

 

 

Tratto dalla Regola di San Benedetto, con consiglio di Aelredo di Rievaulx ripreso dalla Regola delle Recluse, da lui composto per la sorella monaca, rispettando e osservando la Regola di San Benedetto. Questa Regola delle Recluse, è stato nel medio evo l´opera più popolare di Aelredo di Rielvaux. È un compendio spirituale che raccoglie norme di disciplina esterna, direttive per la vita interiore e indicazioni per la pratica della meditazione.

 

Parlare

Dall´Esaltazione della Croce (14.Settembre) alla Quaresima

Segue un consiglio di Aelredo di Rielvaux per chi vivendo da solo, ha bisogno di qualcuno che gli procuri delle cose necessarie per la giornata, come il cibo ecc.

 

“Dopo l´ora PRIMA si possono dare indicazioni a chi serve/aiuti per le necessità della giornata, lo faccia con poche parole, dopo di che non parli più fino all´ora Terza (9.00).

 

Tra TERZA  e NONA rispondere conveniente alle persone che arrivano e che hanno diritto a essere ammesse, nello stesso tempo comandi alle serve quello che crede opportuno”.

 

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Digiuno

Nelle vigilie dei Santi (Tutti i Santi 1.Nov), e nei digiuni delle 4 Tempora, così come ogni mercoledì e venerdì al di fuori della Quaresima basta un piatto al giorno, e tranne che lo impedisca una malattia, il venerdì digiuni a pane ed acqua.

 

Dall´Esaltazione della santa Croce fino alla Quaresima mangi una volta al giorno, all´ora Nona (14:00/15.00). 

RG: Regola San Benedetto

 

Pranzi

Dal 14 settembre fino all´inizio della Quaresima pranzino sempre all´ora di NONA (dopo la preghiera di NONA). Durante la Quaresima, poi, fino a Pasqua pranzino all´ora di Vespro… RB

 

Vestiti

Si accontenti di ciò che serve tener lontano il freddo. Per l´inverno indossi pelli e pellicce più spesse. Per l´estate abbia una sola tunica. Per ambedue queste stagioni tenga due camicie di stoppa o di lino grossolano. Il velo del capo non sia di panno fine o prezioso, ma nero e mediocre, perché non appaia come una che vuole esibire colori spargianti. La reclusa abbia scarpe, calze e zoccoli quante gliene bastano, ma avendo al cuore la sua povertà, consideri con attenzione la possibilità di avere un po meno anche rispetto a bisogni puri legittimi.

Consiglio si Aleremo du Rievaulx

 

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Dal 14 settembre fino al principio di Quaresima, 

si applichino allo studio fino alle ore 9:00. Dopo la preghiera delle ore 9:00 cioè della TERZA, si è impegnati nei lavori fino a NONA, e cioè alle ore 14.00. Al primo segnale di NONA, ciascuno interrompa il proprio lavoro per essere pronto al suono del secondo segnale. Dopo il pranzo che lo si prende dopo avere pregato la NONA, ci si dedichi alla lettura personale o allo studio dei salmi. RB 48, 10-33 

 

Svegliare di notte 

(prima del mattino, si consiglia di svegliarsi tra le ore 2:00 e le ore 3:00)

Durante la stagione invernale, cioè dal principio di novembre sino a Pasqua, secondo un calcolo ragionevole, la sveglia sia verso le due del mattini, in modo che il sonno si prolunghi un po`oltre la mezza notte e tutti si possono alzare sufficientemente riposati. Il tempo che rimane dopo l´Ufficio vigilare venga impiegato dai monaci, che ne hanno bisogno, nello studio del salterio o delle lezioni. Da Pasqua, invece, sino al suddetto inizio di novembre, l´orario venga disposto in modo tale che, dopo un brevissimo intervallo nel quale i fratelli possono uscire per le necessità della natura, l´Ufficio vigilare sia seguito immediatamente dalle Lodi, che devono essere recitate al primo albeggiare.

RB

 

Pregare la Mattutina 

 

(Mattutina del breviario romano cattolico, o dell´Ordine di San Benedetto con l´Agpeya, la preghiera dei monaci del deserto oppure solo l´Agpeya o solo il breviario con la preghiera notturna/la mattutina)

 

Consiglio di Aelredo di Rievaulx

Dopo la preghiera notturna, la Mattutina, si possono recitare l´uffico della beata vergine o altre preghiere e preghiera personali. Si tratta di preghiere al di fuori della preghiera obbligatoria, cioè dell´ufficio divino canonico. Si continuano anche a pregare dei Salmi, ma senza fissare il numero di Salmi. Pregali fino a quanto i Salmi ti fanno gusto. Se cominciano ad esserti di peso, passa alla lettura e se questa ti annoia, alzati a pregare e quanto queste cose ti stancano, passa al lavoro manuale, così con una salutare alternanza, rafforzerai lo spirito e sconfiggerai l´acidia. RB 48,23

 

(Finite le commemorazioni, lasciato a ciò che l´adorazione ti ispira, il tempo che resterà fino all´aurora, sia occupato al lavoro manuale intercalato con la recita dei salmi.) Al sorgere del aurora reciti le lodi mattutine, con inni e l´ora prima e poi alternando letture, orazioni e salmi, secondo il variare della devozione, aspetti TERZA, recitata quest´ora rimanga occupata al lavoro manuale fino all´ora NONA (14:00). RB 48,11.

 

Preso il pasto ritorni al fare dei lavori manuali ed esercizi spirituali fino al vespro.

Dopo un breve intervallo legga dalla vita dei Padri, della loro regola o dei loro miracoli. 

RB 42, 3

 

 

E da questo trarre sentimenti di compunzione così da recitare compieta con un certo fervore spirituale e con il cuore pieno di devozione si metti al letto in modo composto.

 

 

  (Regola sará completata)

  

 

 

 


Dalla Regula Benedicti 

 

Da Pentecoste al 13 Settembre

  1. Mattutino 3:00
  2. Lodi 6:00
  3. Ora Prima 7:00
  4. Ora Terza 9:00
  5. Ora Sesta 12:00
  6. Ora Nona 15:00
  7. Vespri 18:00
  8. Compieta 20:30 oppure ore 21:00 (durante l' estate fintantoché ci sia dopo il tramonto ancora luce) 

Il Breviaro lo trovate online cliccando qui:

oppure Clicca su Breviary

scegliete li la lingua desiderata.

Invece il breviario romano tradizionale dei Monaci con tutto il Mattutino lo trovate qui: L' Ufficio Divino

 

 --- N U O V O 

Breviaro con Salmi stabiliti da San Benedetto per tutti i  suoi figli spirituali, lo trovi cliccando nel seguente link (purtroppo sembra che ci manca l' ora Terza da poter leggere ma lo si trova come audio registrazione).

L' ufficio divino con i monaci benedettini di Le Barroux online

I monaci dell’abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux hanno lanciato un “regalo” che desiderano condividere.

Attraverso l’apposito link interno al sito Internet dell’abbazia, è ora possibile seguire in diretta gli uffici liturgici del monastero, cantati integralmente in gregoriano nella forma extraordinaria del Rito romano (Breviario monastico del 1963). Sette volte al giorno, sia attraverso l’applicazione Barroux del proprio iPhone o iPad, o ancora sul proprio computer, sarà possibile unirsi ai monaci di Le Barroux nella grande preghiera liturgica della Chiesa.


Dalla Regola di S.Benedetto

 

Come celebrare il Divino Ufficio durante il giorno!

RB 16

 

Sette volte al giorno ho dato lode a te, come dice il Profeta. Questo sacronumero di sette sarà da noi compiuto se soddisferemo al debito del nostro servizio all´Aurora: Lodi, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, al Vespro e al tempo di Compieta; poichè appunto di queste ore diurne disse: Sette volte al giorno ho dato lode a te. Infatti lo stesso Profeta (Davide) dice delle Vigilie notturne: A metà della note io mi alzavo e confessavo il tuo nome. Quindi diamo lode al nostro Creatore per I giudizi della sua giustizia in questi tempi, cioè all´Ufficio del mattino: Lodi, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, aVespro e Compieta; e leviamoci nella note a celebrarlo (Mattutino). RB 16

 

7 volte al giorno diamo lode als Signore e durante la notte la vigiglia.

 

Come il nostro Santo Padre Benedetto, noi non abbiamo da scrivere la storia dele Ore del giorno. Laudi e Vespri sono le più antiche e le più solenni. „Nella prima metà del quarto secolo esse erano celebrate in pubblico quotidianamente“ Una celebrazione equivalente esisteva presso gli Ebrei nel sacrificio del mattino e in quello della sera. Gli Ebrei avevano tre momenti tradizionali di preghiera: il mattino, il mezzo della giornata (sesta e nona) e la sera. Parecchi punti degli Atti ci mostrano che gli Apostoli pregavano nelle ore in cui pregavano i Giudei, nel Tempio e nelle Sinagoghe. Abbiamo già avuto occasione di osservare che la Didachè prescirve ai fedeli di recitare tre volte al giorno il Pater Noster (Padre Nostro). Che le nostre Ore di Terza, Sesta e Nona si rannodino o no a quest´uso Cristiano, tolto dall´uso ebraico, è però sicuro che fin dal II. secolo le tre Ore di preghiera sono state raccomandate da Clemente d´Alessandria a “tutti coloro che hanno l´ntelligenza della trinità delle sante dimore”. Tertulliano è più esplicito e dà I motivi mistici di una tale scelta. Ma, originariamente, sembra che si abbia avuto soprattutto il pensiero di rivolgersi a Dio nelle tre divisioni principali del giorno civile.

La giornata era divisa in dodici ore a partire dalla levata del sole sino al riposo della notte. La sesta ora corrispondeva sempre al nostro mezzogiorno.

Commentario di Dom Delatte, Abate O.S.B defunto di S. Pietro di Solesmes, sulla Regola di San Benedetto 1917

 

--- Prima di ogni regola: la carità.  La carità  prima di tutto e sopra tutto, la carità con tutti, la carità sempre! ---

L’immagine: raffigura (Benedictus) san Benedetto, frammento da Graduale (terzo quarto del XV secolo), British Library, Londra.


IL GIUSTO EQUILIBRIO

San Benedetto non è quello di spingere tutti i suoi monaci alla mortificazione eroica e alle streme macerazioni. Quindi la funzione dell´Abate non è quella di comprimere, ma di stabilire un giusto equilibrio tra il lavoro e la riparazione fisica che esso esige.

Egli starà dunque in guardia contro gli eccessi.

"Badate che i vostri cuori non siano depressi dall´eccesso del mangiare e del bere" Luca XXI, 34. San Benedetto aggiunge che i fanciulli del monastero avranno una porzione conveniente alla loro età; e con la condiscenza ch´essi meritano, si osserverà pure, in ogni cosa, l´austerità che conviene alla vita di cui già fanno professione.

 

Il pranzo

 

Da Pentecoste in poi e per tutta l´estate i monaci, se però non devono faticare con faica nei campi, o non porta scontento il soverchio calore estivo, digiunino di venerdì e di mercoledì fino a nona, gli altri giorni pranzino all´orsa sesta (che sarebbe a mezzo giorno, dopo la preghiera Sesta). L´ora sesta per il pranzo vale anche per i fratelli che lavorano nel campo, o durante il forte calore d´estate. RB 41

 

--- A partire della Pentecoste e durante tutta l´estate c´è uguale regime de tempo pasquale, con la differenza che il mercoledì e il venerdì sono giorni di digiuno regolare. Il mercoledì e il venerdì erano per tutti I cristiani dei primi secoli, giorni di penitenza. Ma per distinguere il digiuno del mercoledì e del venerdì a quello di quaresima, S. Benedetto anticipa l´ora dell´unico pasto: si prende a Nona, cioè circa alle ore 14:30/15.00 (dopo la preghiera della NONA). L´uso è di accordare due pasti in ogni giorno che non sia di digiuno.  Il nostro Padre Benedetto permette un temperament de regime d´estate nel caso di lavori straordinari o di caldure eccessive. Le ore in questa stagione, erano più lunghe e saebbe stato spesso assai penoso di attendere fino a Nona per ristorarsi. Si continuerà quindi l´uso del pasto a Sesta anche di mercoledì e di venerdì. Probabilmente cera anche cena la sera; era la soppressione pura e semplice del digiuno. Quello che conta è che i monaci si salvino e che il lavoro dei fratelli si compia senza mormorazione. È meglio dispensare dal digiuno che esporre i fratelli allo scoraggiamento e alla tristezza.

 

Commentario di Dom Delatte, Abate O.S.B defunto di S. Pietro di Solesmes, sulla Regola di San Benedetto 1917