La preghiera dei monaci benedettini con i Salmi stabiliti da San Benedetto


L' ufficio divino con i monaci di Le Barroux

«Non vi è che un problema, uno solo nel mondo: dare agli uomini un significato spirituale. […] Fare piovere su di essi qualcosa che assomigli a un canto gregoriano» (Antoine de Saint-Exupéry [1900-1944], “Lettre au général X”, in Un sens à la vie, Gallimard, Parigi 1956, p. 225).
I monaci dell’abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux hanno lanciato un “regalo” che desiderano condividere.
Attraverso l’apposito link interno al sito Internet dell’abbazia, è ora possibile seguire in diretta gli uffici liturgici del monastero, cantati integralmente in gregoriano nella forma extraordinaria del Rito romano (Breviario monastico del 1963). Sette volte al giorno, sia attraverso l’applicazione Barroux del proprio iPhone o iPad, o ancora sul proprio computer, sarà possibile unirsi ai monaci di Le Barroux nella grande preghiera liturgica della Chiesa. Gli uffici trasmessi in diretta sono i seguenti:
• Lodi : ore 6:00
• Prima : ore 7:45
• Terza : ore 9:30
• Sesta : ore 12:15

• Nona : ore 14:15
• Vespri : ore 17:30
• Compieta : ore 19:45
Quanti desiderassero potere disporre dei libri liturgici per seguire l’ufficio divino, li possono acquistare  nella versione “diurnale monastico” o in singoli libretti per le varie Ore liturgiche del giorno ‒ attraverso il negozio online dell’abbazia.

Cantate con arte a Dio miei fratelli



 

Invece il breviario romano tradizionale lo trovi cliccando qui> l' ufficio divino 

Clicca su foto e scegli la preghiera

 

http://divinumofficium.com/cgi-bin/horas/officium.pl

 


Canta nel giubilo!

 

San Agostino – fu convertito dalle lacrime sgorgate per la bellezza dei canti dei Salmi ascoltati a Milano, da Sant' Ambrogio. Scrive:
"Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo!" (Salmo 32, 2.3). Spogliatevi di ciò che è vecchio ormai; avete conosciuto il nuovo canto. Un uomo nuovo, un testamento nuovo, un canto nuovo.

Il nuovo canto non si addice ad uomini vecchi. Non lo imparano se non gli uomini nuovi, uomini rinnovati, per mezzo della grazia, da ciò che era vecchio, uomini appartenenti ormai al nuovo testamento, che è il regno dei cieli. Tutto il nostro amore ad esso sospira e canta un canto nuovo. Elevi però un canto nuovo non con la lingua, ma con la vita. 

Cantate a lui un canto nuovo, cantate a lui con arte (cfr. Salmo 32, 3).

Ciascuno si domanda come cantare a Dio. Devi cantare a lui, ma non in modo stonato. Non vuole che siano offese le sue orecchie. Cantate con arte, o fratelli.

Quando, davanti a un buon intenditore di musica, ti si dice: canta in modo da piacergli; tu, privo di preparazione nell'arte musicale, vieni preso da trepidazione nel cantare, perché non vorresti dispiacere al musicista; infatti quello che sfugge al profano, viene notato e criticato da un intenditore dell'arte. Orbene, chi oserebbe presentarsi a cantare con arte a Dio, che sa ben giudicare il cantore, che esamina con esattezza ogni cosa e che tutto ascolta così bene? Come potresti mostrare un'abilità così perfetta nel canto, da non offendere in nulla orecchie così perfette? 

Ecco egli ti dà quasi il tono della melodia da cantare: non andare in cerca della parole, come se tu potessi tradurre in suoni articolati un canto di cui Dio si diletti. Canta nel giubilo. Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: Cantare nel giubilo. Che cosa significa cantare nel giubilo? Comprendere e non saper spiegare a parole ciò che si canta col cuore. Coloro infatti che cantano sia durante la mietitura, sia durante la vendemmia, sia durante qualche lavoro intenso, prima avvertono il piacere, suscitato dalle parole dei canti, ma, in seguito, quando l'emozione cresce, sentono che non possono più esprimerla in parole e allora si sfogano in sola modulazione di note. Questo canto lo chiamiamo "giubilo".

Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l'ineffabile Dio? Infatti è ineffabile colui che tu non puoi esprimere. E se non lo puoi esprimere, e d'altra parte non puoi tacerlo, che cosa ti rimane se non "giubilare"? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi di parole, e la grandezza straordinaria della gioia non conoscerà i limiti delle sillabe. Cantate a lui con arte nel giubilo”.  


(dal Commento sui Salmi,  Salmo 32, Disc. 1, 7-8; CCL 38, 253-25)