Benvenuti

Perdonate il mio pessimo italiano, vengo dalla Germania.  

Come Eremita - Anacoreta si vive una vita dedicata alla lode di Dio, alla preghiera e penitenza. Questo sito presenta il tesoro della vita eremitica ed anacoretica, una vita consacrata a Dio, als servizio della lode divina, nel deserto.

Queste pagine sono anche un invito a sentire Gesù e seguirlo dove Lui chiama. Lui conosce la forma di vita che fa per ognuno di noi, un luogo di pace, di unione a Lui e con ciò di santificazione. Non pochi vengono chiamati a vivere in solitudine, nel silenzio, in ascolto, a pregare con il fervore dei primi monaci, e con un abbandono totale alla Provvidenza Divina.

 

 

 

«Viene l’ora, ed è questa», afferma Gesù,

«nella quale i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità,

perché così il Padre vuole che siano quelli che lo adorano»

(Giovanni 4,23).

 

A questa dichiarazione segue la frase che ora consideriamo: essa riprende la formula del culto genuino al Dio che è spirito e non idolo, un’adorazione che si diventa svolgere «in spirito e verità». 

Il vero fedele è colui che riceve lo Spirito Santo, cioè il respiro vitale di Dio stesso che lo rende suo figlio, come insegna san Paolo (Galati 4,6-7 e Romani 8,15-17), e questo avviene nel Battesimo e nei sacramenti cristiani.

 

La “verità” è la Parola di Dio che Gesù ci rivela e che deve diventare la via della nostra fede e la lampada della nostra carità. La vera lode a Dio sale, quindi, dalla nuova creatura redenta e liberata dal male. Da ciò la nascita del monachesimo, o almeno una delle sue cause, per iniziativa di uomini e donne indisponibili al compromesso. Inizialmente si trattò di piccoli nuclei di Cristiani uniti dal desiderio di condurre comunitariamente una vita austera e penitenziale, poi si definì modello del monastero.

L'idea della professione monastica come 'nuovo battesimo', del monastero come 'paradiso'. Il nostro paradiso è il deserto.

San Benedetto e sua sorella San Scolastica sono anime che hanno deciso di votarsi a Dio con la consueta scelta della castità. 

San Benedetto si ritirò nel deserto. Si sentì chiamato a cercare Dio e servirlo nella solitudine, e ad adorarlo in spirito e verità. Praticò l´abbandono alla Divina Provvidenza. Nostro Signore Gesù gli fu maestro. Lo guidò, lo formò e un giorno lo fece fondare una comunità, lo fece scrivere una santa regola, che ci è luce, guida e via che porta in cielo. Ho riassunto la Regola di San Benedetto adattandola alla vita anacoretica - eremitica. È una regola che ci rende lavoratori nella vigna di Dio. Il padrone della vigna è Dio, cui appartiene il Regno e al quale spetta l’iniziativa della chiamata. 

Dai fratelli, saliamo insieme verso il Cielo! Seguiamo la Regola. 

 

 

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“VIENI NEL DESERTO,

PERCHE' VOGLIO PARLARE AL TUO CUORE”

Vuoi diventare Anacoreta? Vuoi essere Eremita? 

Vuoi adorare e servire Dio nella verità, rimanergli fedele, senza compromessi?

Ti senti chiamato di andare nel deserto? Vuoi vivere ritirato nel sacro cuore di Gesù?  Consiglio la Regola di San Benedetto. Il nostro compito è pregare l´ufficio divino. San Benedetto desidera che si arrivia a pregare tutti i 150 Salmi in una settimana, ma come si esprime nella sua santa Regola, ha piacere se i suoi monaci abbiano il fervore dei primi padri del deserto, pregando ogni giorno tutti i 150 Salmi. Anche se a un´anima che si sente attratta e chiamata a pregare tutti i 150 salmi al giorno, piace tanto farlo e lo rende felice, ha il valore di una penitenza che ripara! È Cristo che in particolare con i Salmi che preghiamo, innalza a Dio tramite noi la sua lode e supplica, intercedendo per tutta l´umanità. Preghiamo sempre! La preghiera, diceva Papa Pio XI, è uno dei più grandi doni che Dio abbia fatto all'umanità.

L´Origine

 

Il monachesimo cristiano prese origine tra la fine del III e l’inizio del IV secolo contemporaneamente in Siria e nel Basso Egitto ad opera dei “padri del deserto”, che, ispirandosi ad alcuni precetti evangelici particolarmente radicali, decisero di  appartarsi dai loro simili e dalla vita sociale (è la scelta della “fuga dal mondo”).

Il monachesimo delle origini aveva proposto due modelli di rinuncia al mondo antitetici:

quello “itinerante” dei Siriaci, che vedevano nel peregrinare la garanzia di totale liberazione dal mondo e che finì per essere un mezzo di opera missionaria; quello “stabile” degli Egiziani, che  vivevano da soli  o a gruppi di due o tre, in caverne, in capanne o celle di mattoni, sostenendosi con i prodotti del loro orto o con modeste attività artigianali, per cui la loro giornata trascorreva nella preghiera, nel lavoro, nella lettura e nella meditazione della Bibbia. 

Da queste due impostazioni deriveranno poi:

  • il monachesimo irlandese
  • il monachesimo benedettino.

L´OBBEDIENZA

Ci sono varie forme di eremiti ma tutti hanno in comune l´obbedienza alla chiamata di Dio, di appartenere solo a Lui e di essere andati a vivere nel deserto, e abbracciare li il Cristo. Tutti fuggono i rumori ed il clamore del mondo con le sue tentazioni e distrazioni, che vuole attirare l´attenzione e fare dimenticare il cielo. Gli anacoreti vivono ancora più ritirati e contemplativi. La vita dei eremiti e anacoreti sotto una santa regola, è una via sicura verso il cielo. Aiuta a guarire il Cuore ferito di Gesù, a rinforzare la Chiesa e a diffondere il Cristianesimo. La parola anacoreta è una antica parola greca, che significa: ritirarsi. La vita da eremiti e anacoreti, è una delle più antiche forme di vita consacrata. L´ eremita è un tipo di Monaco che vive nel deserto. Monaco significa: "da solo, solitario". La parola eremita che deriva dal latino e dal greco significa: "del deserto". Eremo invece significa: "deserto". È una dimora tranquilla e isolata, un´isola, una stanza appartata dove si è soli con Dio.

Guarire il Cuore di Gesù

Oggi, il Sacro Cuore di Gesù soffre molto. È trafitto dalla mancanza di amore, lealtà e sacrificio. Cristo è dimenticato in tanti tabernacoli. La ferita più profonda viene causato dalle anime a Lui care, che sono diventati tiepidi nella fede, che indulgono in vizi e hanno abbandonato il rapporto interiore e amichevole con Cristo. Il nostro eremitaggio sia il Cuore dell´amore ferito. La nostra preghiera sia la medicina che guarisce questo Cuore ferito e la società. I Salmi che preghiamo, sono la preghiera continua del Sacro Cuore di Gesù, per la salvezza del mondo. La nostra donazione totale, è il patto matrimoniale con Lui, il Re dei re.

 

DIO TI AMA !

Tu mi hai rapito il cuore!

 

Canto dei Cantici

 

Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amato del mio cuore;

l'ho cercato, ma non l'ho trovato.

«Mi alzerò e farò il giro della città;

per le strade e per le piazze;

voglio cercare l'amato del mio cuore».

L'ho cercato, ma non l'ho trovato.

Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:

«Avete visto l'amato del mio cuore?».

Da poco le avevo oltrepassate,

quando trovai l'amato del mio cuore.

Lo strinsi fortemente e non lo lascerò! 

La sposa al suo sposo

Mettimi come sigillo sul tuo cuore, 

come sigillo sul tuo braccio;

perché forte come la morte è l'amore, 

tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio.

Canto dei Cantici -


VIENI E VEDI

Solo Dio basta

Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre, o padre, o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo,

che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle

e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.

Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Marco 10, 28-31