quando bramo farmi anacoreta

 

San Girolamo trovandosi in Antiochia col desiderio di farsi anacoreta scrisse a Teodosio, ed a' solitari

compagni di lui una lettera, che merita essere qui interamente riportata :

"Quanto bramerei di ritrovarmi", diceva l'umilissimo pentitore, "ora presente alla vostra adunanza, e (sebbene questi occhi non lo meritano) di vedere l'ammirabile vostro consorzio, e con pienezza di giubbilo abbracciarlo ! Vedrei cotesto deserto assai più ameno di qualunque città; vedrei i luoghi desolati di abitatori, quasi a somiglianza del Paradiso essere occupati dalle congregazioni dei santi. Ma perché i miei peccati sono la cagione, che quest'uomo pieno di ogni scelleratezza, non sia ammesso alla compagnia dei beati; per ciò vi prego (mentre non dubito, che voi ciò non possiate ottenere) che colle vostre orazioni mi liberiate dalle tenebre di questo secolo. E siccome prima vi aveva detto a bocca, così ora per mezzo di questa mia lettera, non lascio di manisfestarvi il mio desiderio, cioè, che la mia mente con ogni avidità a cotesta vostra compagnia è inclinata. Ora voi si aspetta il far che la volontà sia seguita dall'effetto; a me sta il volere. Tocca alle vostre orazioni, ch'io possa ciò che voglio. Io sono quasi come una pecorella malata, errante qua e là lungi da tutta la greggia Se il buon pastore ponendomi su le sue spalle, non mi riporterà al proprio ovile, vacilleranno i miei passi, ed io facendo forza di rizzarmi, i piedi sotto mi mancheranno. Io sono quel figliuolo prodigo, il quale scialacquata tutta la porzione consegna tami dal mio genitore, non mi sono ancora gittato alle sue ginocchia, nè ho cominciato ancora a scacciare da me le lusinghe della primiera lussuria. E perchè alcun poco mi sono allontanato dai vizi, non tanto quanto ho cominciato a volerlo fare, ora il diavolo con nuove reti mi lega, nuovi impedimenti proponendo; ora da ogni parte mi circonda il mare; ora collocato in mezzo all'acque non posso nè tornare indietro, nè passare avanti. Resta solo che in virtù delle vostre orazioni mi spinga avanti l'aura dolce dello Spirito Santo, e mi accompagni sino al porto del lido sospirato". 

 

Nell'eremo di Teodosio, in cui S.Girolamo contanti sentimenti di pietà desiderava rifuggirsi, si distinsero nei rigori della penitenza scoperto dopo morte da indizio straordinario, Gregorio che senza vestito di sorta ed esposto ad ogni intemperie del cielo vi passò trentacinque anni, Talleleo di lui discepolo, e molti altri ricordati dal Rosweido nel libro X.