PENITENZA E RIPARAZIONE sono uN ATTO DI carità

Quello che conta primo di tutto è di amare. L´amore ci porta a volere riparare, a volere consolare i sacratissimi cuori di Gesù e Maria, e ci spinge a fare del bene al nostro caro prossimo. Noi sappiamo per propria esperienza ma ancor di più per fede, che pregare, e fare digiuni, fare penitenza, ci fa bene e fa bene anche al prossimo per cui preghiamo, offriamo e ci sacrifichiamo, fa bene al mondo intero e in più, fa bene al sacro cuore di Gesù e al cuore immacolato di Maria.

La penitenza non è una cosa "negativa", non è una cosa macabra!

Purtroppo la parola "penitenza" come anche "riparazione" suona per molti come una parola cattiva, dura, crudele e non positiva. Invece No, riparare, fare penitenza non è niente di negativo e non è macabro,

possiamo chiamarlo "un atto di caritá".

Forse chiamandola quel che è: un "atto di carità", suona meglio e non spaventa tanto.

Fare questo atto di carità ci rende felici, ci piace e ci fa bene. Fare penitenza significa riparare, è un atto di carità in confronto a Dio e al mondo intero. Significa  essere al servizio della Chiesa ed è servire Dio e il prossimo. Rende contemporaneamente bella la nostra anima e la nostra vita. Il Sacramento della penitenza (confessarsi) è riconciliarsi con Dio, ma è anche un servizio a Dio e alla sua Chiesa. Rende l'anima tutta unita a Dio. La penitenza è un atto di giustizia per riparare l'offesa, è una virtù sopranaturale che non tutti comprendono. Digiuni e astinenze non sono forme di disprezzo del corpo, ma strumenti per rinvigorire lo spirito, e se offerto per le anime in bisogno di riconciliazione con Dio e le anime del purgatorio, un vero atto di Carità fraterna.

 

Al terzo anno di noviziato, mentre S. Veronica Giuliani prega davanti al Crocifisso dell'infermeria, sente Gesù che le dice: "Mia Sposa, mi sono care le penitenze che fai per coloro che sono in mia disgrazia, perciò ti confermo per mezzana tra me e i peccatori, come tu brami "!

 

Esistono diverse forme di penitenze

Segue un piccolo elenco

Gesù cerca anime generose che si offrono e lavorano per la salvezza delle anime. Gesù è felice se lo serviamo come mezzano tra Lui e i peccatori! Non va di moda, questo è certo, e non si sente più parlare, di una vita di sacrificio e penitenza. Ma il bisogno che c'è di fare penitenza, non cambia. Dio non cambia! La verità non cambia! Non si tratta che Dio abbia voluto e apprezzato le penitenze solo nel Medioevo, questo è un errore. Amiamo: soffriamo!

Gesù non può più soffrire e viene a mendicare le nostre sofferenze.

Fare l´Ora Santa ha il valore di una peniteza eccezzionale, una a Dio molto gradita.

Non tutti si sentono portati a fare delle penitenze dolorose o a fare digiuni, esiste una penitenza che è anche gradita a Dio e che porta molto frutto:

 

  • Fare una vigilia.
  • Pregare e sacrificarsi per la salvezza delle anime.
  • Fare i primi 9 venerdì del mese dedicato al Sacro Cuore di Gesú.
  • Fare i primi 5 sabati del mese in riparazione del cuore immacolato di Maria Santissima.
  • Pregare il santo Rosario!
  • Cotemplare la passione di Cristo! La Meditazione della passione di Cristo e della sua morte, è una fonte di grazie, se fatta con tutto il cuore e con lacrime (compassione e cuore contrito), ha naturalmente più valore che flagellare il proprio corpo senza amore e senza compassione, senza pensare alla passione di Cristo!
  • Pregare la Via Cruci!
  • Dare l'elemosina!
  • Fare il digiuno: digiunare il venerdì a pane ed acqua e a chi fa piacere, può farlo anche il mercoledì e lunedì.
  • Non mangiare carne.
  • Non mangiare carne di venerdì.
  • Non bere bevande alcoliche.
  • Smettere dI fumare. 
  • Rifiutare di mangiare qualche dolce che piace.
  • Dormire a terra.
  • Fare la doccia con acqua fredda.
  • Offrire ogni fastidio, dolore, sacrificio e sofferenza a Dio.
  • Modestia degli occhi: non guardare in giro. Rifiutare di guardare qualcosa di bello, offrendolo a Gesù.
  • Non odorare un bel fiore, offrendo il profumo del fiore a Gesù Ostia, come fiore messo davanti a Lui nel tabernacolo.
  • Eliminare ogni forma di curiosità! L´unica curiosità sia quella di conoscere Dio! Di conoscerlo sempre di più!
  • Non criticare, non pettegolare.
  • Non maledire: non dire male del prossimo.
  • Tattenersi dal ridere troppo e ad alta voce.
  • Modestia nel parlare e nel comportarsi.
  • Se si è donna, portare la gonna (a certe donne che amano portare i pantaloni costa molto) .
  • Rifiutare a chiacchierare! Non parlare di cose inutili che non aiutano ne la propria anima e vita, e ne quella del prossimo, che non edificano l´anima e che non aiutono a proggredire sul cammino spirituale.
  • Perdonare! Sopportare! Anche queste sono peniteze.
  • Mantenere un segreto è un ordine, ha il valore di una penitenza, se nonostante il desiderio di parlarne si tace e ci si mortifica.
  • Seguire i dieci comandamenti e vivere da gente onesta.
  • Partecipare attivamente alla Santa Messa (attenti e consapevoli che sull´altare si rinnova il sacrificio di Cristo sulla croce) è tanto prezioso!
  • Aiutare e visitare gli ammalati e i moribondi.
  • Rendere felice il prossimo, mostrargli di volergli bene.
  • INTERCEDERE con lacrime, con compassione, con tutto il nostro cuore.
  • Quello che prega un monaco o un sacerdote in una settimana, pregarlo in un giorno: tutti i 150 Salmi, è una penitenza molto preziosa e in più molto dolce.
  • Naturalmente la santa confessione!
  • E tanti altri sacrifici esistono che si possono fare, e che diventono una penitenza, una riparazione e benedizione.

Ci sono diversi modi di fare penitenza.

 

Con la preghiera e la penitenza si aiuta tutta la Chiesa!

  • Si aiuta la Chiesa militante: che siamo noi che viviamo sulla terra.
  • Si aiuta la Chiesa sofferente: che sono le anime del purgatorio.
  • Si aiuta le anime in bisogno di misericordia, lavorando con la Chiesa trionfante: che sono i Santi in cielo! Domandando il loro aiuto per queste anime per cui preghiamo, domandando la loro intercessione, noi muoviamo il cielo intero a soccorrerli.

 

Siamo ardenti nella riparazione e uniamo i nostri poveri sacrifici al Sangue divino di Gesú, offerti incessantemente a Dio padre

L' esempio dei santi può aiutare anche noi a scegliere qualche modo adatto per fare penitenza e per aiutare le anime, come anche per prepararci alla Pasqua. Forse ci rendiamo conto che ciò che già facciamo ha un valore aggiunto se lo offriamo con intenzione di riparazione per i peccati.

S. Antonio di Padova parla sulla "disciplina della mortificazione", che ci sono dieci modi diversi per dedicarsi a qualche esercizio penitenziale e di mortificazione. Come le dita sono dieci, così parla delle dieci speci di mortificazione.

1. La rinuncia alla propria volontà, 2. l’astinenza dal cibo e dalla bevanda, 3. la rigorosità del silenzio, 4. le veglie di preghiera durante la notte, 5. l’effusione delle lacrime, 6. il dedicare un congruo tempo alla lettura, 7. darsi da fare con fatica del corpo, 8. la generosa partecipazione alle necessità del prossimo, 9. il vestire dimessamente, 10. il disprezzo di se stessi.

S.Antonio di Padova, Serm. Dom. di Pentec.,1§7

 

 

È PENITENZA ESSERE IN SILENZIO E IN SOLITUDINE?

 L´ANIMA CHE AMA CRISTO NE APPROFITTA

Crisostomo dice che l'esempio della solitudine praticata dal Signor Nostro Gesù Cristo deve stimolarci all'amore del ritiro:

"Perché il Cristo ascende sul monte? Per insegnare a noi, che quando siamo per porgere suppliche a Dio, è proprio il deserto, atto l'eremo. Per questo motivo egli spesse volte si porta nell'eremo, e quivi passa le notti orando; affinchè impariamo a dover ricercare il tempo e luogo opportuno per tranquillamente pregare. Poichè è la solitudine che ci libera da ogni tumulto, è la madre di tranquillità e porto di quiete!" 


Come penitenza e riparazione: 150 Salmi al giorno

Clicca sull' immagine e troverai l' Agpeya!

 

IL BREVIARIO DEI PADRI DEL DESERTO 

 

Agpeya è il libro con le ore di preghiera che contengono TUTTI i  150 Salmi che si pregano in 24 ore, con una bella preghiera di introduzione ad ogni orario, e con delle preghiere finali, confessando i propri peccati e salutando la Madonna.

L'Agpeya viene pregato dai padri del deserto, dai monaci Eremiti e Anacoreti in Egitto, tra cui anche da padre Lazarus  (la sua storia la trovate nel nostro sito con titolo: Anacoreta in Egitto).

Sarebbe il breviario originale dei monaci del deserto!
Nell' Agpeya troviamo i stessi 150 Salmi che troviamo nella Bibbia ma, come già accennato, con una preghiera che ti prepara a questo divino ufficio, con preghiera finale e con una confessione delle colpe. In più i Salmi scelti d'ogni ora, corrispondono alle ore della vita di Cristo, fino alla sua passione, morte in croce e sepoltura. Si dovrebbe sostituire il Credo che troviamo nell' Agpeya, con il Credo Cattolico, dato chè il Credo nell' Agpeya è quello ortodosso, in cui manca la frase: che lo Spirito Santo procede anche dal figlio: Gesù  (e non solo dal Padre: Dio). Puoi allora sostituire il Credo oppure iniziare direttamente con la preghiera dei Salmi. Il vantaggio dell Agpeya, è che troverai i 150 Salmi in un ordine, adattato alle ore di vita di nostro Signore Gesù. I monaci di San Antonio Abate pregano l' Agpeya.

Pregando l' Agpeya avrai pregato in un giorno, tutta la vita di Cristo.

L' Agpeya non esiste ancora in Italiano ma esiste in Inglese, Francese e in Tedesco.
I monaci dell deserto la pregano in Arabo o Aramaico (lingua originale di Gesù Cristo). Certi monaci si sono trasferiti negli Stati Uniti, sono loro che hanno tradotto l'Agpeya in inglese.

Esistono Consacrati che dopo la recita della liturgia delle ore pregano anche l' Agpeya.

Un Eremita Italiano che conosciamo che non prega l' Agpeya Inglese, si è copiato il numero dei Salmi di ogni Ora, e usando la sua Bibbia, prega i Salmi in lingua Italiana, agli orari indicati. Pregare i 150 Salmi al giorno, hanno il valore d'una penitenza potente, sono una perfetta riparazione e sacrificio. Un sacrificio di lode alla Santissima Trinita, per la maggior gloria di Dio e una benedizione per il mondo intero.

 

http://www.agpeya.org

 


I PRIMI 9 VENERDI DEL MESE

Gesù ci assicura la penitenza finale

cioè la salvezza dell´anima

Gesù rivela a Santa Margherita Maria Alacoque:
primi nove 9 venerdi' del mese è dedicato al sacro cuore, alla devozione del sacro cuore.

A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d'ogni mese, disse nostro Signore alla santa, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

Una volta il Signore, mostrandole il Cuore e lamentandosi delle ingratitudini degli uomini, le chiese che in riparazione si frequentasse la Santa Comunione, specialmente nel Primo Venerdì d'ogni mese.

Moltissime anime abbracciano questa pratica della Santa Comunione nel Primo Venerdì del mese per il fatto che, tra le promesse che Gesù fece a S. Margherita Maria, vi è quella con la quale Egli assicurava la penitenza finale (cioè la salvezza dell’anima) a chi per nove mesi consecutivi, nel Primo Venerdì, si fosse unito a Lui nella Santa Comunione.

"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna” (Gv. 6,54)

LE PROMESSE DI NOSTRO SIGNORE PER I DEVOTI DEL SUO SACRO CUORE

Gesù benedetto, apparendo a S. Margherita Maria Alacoque e mostrandole il suo Cuore, splendente come il sole di fulgidissima luce, fece le seguenti promesse per i suoi devoti:

1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato

2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie

3. Li consolerò in tutte le loro pene

4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte

5. Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa

6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l'oceano infinito della misericordia

7. Le anime tiepide si infervoreranno

8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione

9. La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l'immagine del mio Cuore

10. Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti

11. Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.

12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d'ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

La dodicesima promessa è detta "grande", perché rivela la divina misericordia del Sacro Cuore verso l'umanità.

Queste promesse fatte da Gesù sono state autenticate dall'autorità della Chiesa, in modo che ogni cristiano può credere con sicurezza alla fedeltà del Signore che vuole tutti salvi, anche i peccatori.

CONDIZIONI

Per rendersi degni della Grande Promessa è necessario

1. Accostarsi alla Comunione. La Comunione va fatta bene, cioè in grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la confessione.

2. Per nove mesi consecutivi. Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia,ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.

3. Ogni primo venerdì del mese. La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell'anno.

 

Cuore sacro di gesÙ

Venga il tuo regno!